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- Da Firenze a Digione - 7/50 -


a noi. Questo Fassio e uno dei più famigerati ispettori di Pubblica Sicurezza che si abbia in Italia; Garibaldino nel 1860, come succede di tutti gli apostati, ora è diventato la più gran colonna della sbirraglia italiana.

--Che qualcuno di noi avesse in tasca una mitragliatrice?--Pensai tra me e me--O che tra i nostri compagni si sia mescolato sotto mentite spoglie qualche gran malfattore?! Difatti l'aria del Fassio me lo faceva sperare; Cristoforo Colombo che dal ponte del suo bastimento vede baluginare qualche cosa, che ha sembianza di terra; Moltke a Sadowa che riceve l'annunzio dell'arrivo del corpo d'armata del bon Fritz, ci possono dare a malapena un'immagine della beatitudine che provava in quel momento il rinnegato democratico.

Dietro di lui si vide arrivare lemme lemme il Gagliano in uno stato tale, che, se ne avessimo avuta la voglia ci avrebbe fatto crepar dalle risa. Nero, per lo meno come uno spazzacamino, stizzito come un giocator di Mako che fa l'ultima cista, senza azzardarsi nemmeno di farci un saluto, il povero uomo passò a capo basso davanti alle autorità e fu fatto immediatamente scendere in una barchetta, dietro la quale in un'altra fummo messi io, mio fratello, il Colonello ed un giovinetto, che ancora non conoscevo.

--Viva la libertà d'Italia!--Si gridava tutti come pazzi per via, ed i carabinieri non ardivano di dirci una sillaba; anzi dalle loro fisonomie si vedeva chiaramente che avrebbero lasciato quell'incarico alle guardie di questura, che, tutte impettite, boriose si tenevano dell'arresto di giovani inermi nello stesso modo che avrebbero fatto, se avessero vinto la battaglia, più aspra che si sia combattuta, dacché mondo è mondo.

Giunti vicini alla Sanità, dove vedevamo sbarcare tutti gli altri, un carabiniere mi toccò dolcemente nel braccio e mi accennò un vaporino, la cui camminiera faceva fumo.

--Vede quello là?--Mi disse--Era preparato per loro, qualora avessero preso il largo.

Guardai e quello spauracchio mi fece sorridere; il grande edifizio navale non aveva che due cannoni, uno per parte e di un calibro così modesto, che sembravano, piuttosto giocattoli da bimbi che utensili da guerra. Oh!... se si fosse usciti dal posto, se si avesse cominciato a _filare_... se erano buoni a acchiapparci con quel trabiccolo, sarei stato contento di perder la testa!..

La barca si fermò: noi scendemmo. Diedi un'ultimo sguardo al porto, vidi il cammino del _Var_ che fumava, e il battello che era in movimento! Oh come in quell'istante il mio pensiero ricorse alle cabine, dove ci eravamo sdraiati la sera avanti alla medesima ora: oh! come desiderai che il tempo ritornasse indietro di poche ore soltanto per non essere sicuro della barbara realtà, che ci opprimeva in quel mentre.

Moltissima gente si era affollata a due lati della porta che conduceva all'uffizio della delegazione del porto. Tra questa gente io vidi di nuovo i due scialli... Ma dunque, non ci abbonderanno più queste donne?

I volontari erano stati ammassati, pigiati in una stanzuccia; una guardia, con un coraggio da eroe, distribuiva ogni tanto qualche pedata a chi più susurrone e più curioso degli altri si azzardava a rivolgere qualche interrogazione. È un fatto: la polizia degli antichi sovranucci, che i monarchici d'oggi gabellano per tiranni e per despoti, non hanno mai usato dei modi schifosi che usano i questurini del nostro beatissimo regno: quando uno capita per caso tra le loro mani, può attaccare un voto, se per lo meno non ci lascia una costola, chè questa gente è molto feroce... quando l'individuo è in ceppi e puzza un tantino di repubblicano!... Chiuder gli occhi sui gallinai, fare il manutengolo ai ladri è permesso, ma lasciare in santa pace un soggetto pericoloso, un uomo che sbraita sempre perchè vuole esser riconosciuto per uomo... oh! questo è troppo! E il paterno governo, simile al giusto Dio che fa cader la grandine e i fulmini sul campo dei peccatori, deve aggravar la mano su coloro che hanno le sfacciataggine di urlare quando tutti dormono: i galantuomini non devono essere svegliati... lo impedisce anche il regolamento di Pulizia! Coroniamoci adunque di elleboro, sorbiamo il papavero che giorno per giorno ci ammanniscono i giornali governativi e, dacchè non abbiamo il coraggio di fare, abbiamo almeno il buon senso di darci ad un sonno profondo.

Un vecchietto, con li occhiali d'oro più giù che a metà del naso, rincantucciato in uno sgabbiolo di legno che faceva le veci di scrittoio, via via che si passava ci chiedeva il nostro nome, quello dei nostri parenti, il nostro domicilio e la nostra, professione.

--Possono partire--Gridò poco dopo con voce tonante il Bolis, Giove Tonante di quell'Olimpo di birracchioli e di guardie di tutte le qualità e di tutte le dimensioni.

Un applauso prolungato fece eco a queste parole; i giovinotti credavano di essere liberi... Poveri grulli!... Quale storia ci ha mai fatto sapere che il gatto si lasci scappare il sorcio dalle unghie?

--Avanti!...--Urlarono con mala grazia a loro volta le guardie...

--O dove si va?--Cercò qualcheduno.

--Loro non lo devono sapere.

A noi, come presi insieme col colonnello, fu fatto il favore di farci passare nella caserma dei carabinieri; ci si disse, in attesa di ordini superiori...

Intanto gli altri traversavano via Grande, tutta gremita di popolo che li accompagnava con applausi frenetici; ci volle del buono e del bello per sconsigliare i popolani a non far qualche pazzia, ed essi allora non potendo fare altro, si mostrarono generosissimi con quei poveri diavoli che venivano trasferiti alle carceri; e fu una pioggia continua di sigari, di pezzi di pane, d'involti di companatico, e persino di foglietti da mezzo franco e da un franco. Oh!... il popolo è generoso, il popolo ha la magnanimità per istinto, e, se si lascia abbindolare dai farabutti, al momento buono, quasi per miracolo, sente spingersi avanti dalla voce del dovere, del progresso, della libertà; rinnegando le massime false, che gli son volute inoculare nelle scuole governative e nei così detti giornali popolari che vivono sulle spese segrete del ministero, egli al primo indizio di lotta vicina, come un uomo solo corre al suo posto. Oggi protesta con gli urli alle guardie e colle picchiate di mano ai prigionieri, domani muore, santificando il principio democratico, sulle barricate. Perdendo lo vedrete marcire nelle, carceri, e soffrire per le vie, vincendo voi lo vedrete al lavoro!

I carabinieri ci accolsero con tutta la gentilezza immaginabile, ci domandarono, se si aveva bisogno di qualche cosa, e noi che, come uomini, dopo tante ore dì disagio si aveva diritto ad avere appetito, ordinammo del salame, del prosciutto e due fiaschi di vino. Incontrammo in quella stanza lo Strocchi; anche egli aveva ricevuto lo strano favore di essere trattato un pò meglio del rimanente della spedizione.

Chi era stato la causa diretta dell'invasione del _Var_? Io non lo saprei dire. Hanno qualche carattere di verità le accuse che si son palleggiati l'uno con l'altro a vicenda diversi individui che facevano parte della nostra mandata! Io credo di no: credo soltanto che il governo Italiano, il quale ha sempre in serbo un granello d'incenso per chi trionfa ed è forte, siccome, è uso di tutti i codardi, sìa sempre disposto a tirar sassate da orbi a tutti quelli che per propria disgrazia si trovano a terra; e così, mentre or non sono pochi anni, per non violare la bandiera Imperiale di Francia si lasciavano tranquillamente a bordo dell'_Authion_ i fratelli La Gala: in pieno 1870 si aveva il coraggio di buttar giù porte, scassinar serrature e strappare a viva forza dei giovani generosi, che dovevano essere sacri, perché protetti dallo stendardo di una nazione amica, di un governo che si era riconosciuto, ma che versava in pericoli immensi

--E dove ci mandano?--Domandammo al brigadiere dei carabinieri, dopo che avemmo veduto un soldato, latore di un piego, che fu letto attentamente dal capoposto.

--Io devo trasmetterli ai Domenicani.

--Sicché proprio in prigione?

--Pur troppo!

Un lungo silenzio tenne dietro a queste parole. Creder di andare in Francia e sgusciare diritti come fusi in prigione, era una cosa che non ci si aspettava di certo, e, per quanto tutti, chi più chi meno ci si piccasse di esser filosofi, per quanto dopo l'arresto questa soluzione fosse l'unica prevedibile, una tal notizia dettaci lì a bruciapelo, mentre il ritardo ci aveva fatto rinascere in cuore un po' di speranza, ci mise a tutti un diavolo por capello.

--Si facciano coraggio--Ci diceva il brigadiere--Prendano le cose con calma... tutt'al più sarà il male di qualche settimana!

Qualche settimana!--E gli pareva di dir poco al buon'uomo!... Rinunziare alla vita, alle nostre speranze, non goder più di quella libertà, che è prima attributo di ogni essere, ma sia pur per un'ora, per chi sente qualcosa, è sempre un supplizio.

--Entri, entri, ma mi raccomando non faccia scene--Così diceva, introducendo nella stanza la moglie di Gagliano, un carabiniere.

--Veramente!...--Borbottò alzandosi il brigadiere...

--Lasci correre--Ci affrettammo a proferire noi tutti--nessuno parlerà di questo colloquio.

--Ti hanno messo le manette, questi vili, eh?--E tu non hai avuto cuore di bucar loro la pancia?--Gettandosi al collo del marito, e frammischiando al suo dire qualche singhiozzo, esclamava l'arditissima donna.

Perdemmo un cinque minuti a persuaderla che non eranvi state manette, ed allora lei, facendoci dei segni, ci fece capire che, se avevamo qualche cosa di compromettente, le si consegnasse: ed in fatti, colto il momento che i carabinieri non ci guardavano, demmo a lei certe lettere, che, se ci fossero state trovate addosso, non ci avrebbero certamente servito di raccomandazione presso quella gente, che si doveva bazzicare fra poco tempo.

La presenza di una donna in quell'ora tristissima, in mezzo ai carabinieri, dopo tutte le emozioni che si era subito durante il corso di quella giornata memorabile ci procurò un sollievo, e uno stringimento di cuore, che non mi provo nemmeno a descrivere; e quando la ci stese la mano e con voce resa tremula dalla voglia di piangere, ci disse: coraggio, io mi sentii inumidite le ciglia e provai l'inenarrabile voluttà di una lacrima.


Da Firenze a Digione - 7/50

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